Milan, a Montella il Premio Liedholm

Il momento della premiazione
Il momento della premiazione
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Vincenzo Montella ha ricevuto oggi a Villa Boemia il premio (giunto alla settima edizione) in memoria dell'indimenticato Barone: "Sono orgoglioso e onorato di ricevere un Premio intitolato ad una personalità così importante che ha soprattutto saputo essere un esempio per tutti". Belle parole anche da parte di Carlo Liedholm: "Erano tanti i punti di contatto fra mio papà e Vincenzo Montella. Si erano conosciuti quando lui era un giovane attaccante giallorosso e Nils consigliere della Roma e ricordo bene che a lui piaceva molto". Non solo Milan, ma anche Roma e Fiorentina: questi i punti di contatto in carriera fra Liddas e Vincenzo Montella, che aggiunge: "Ricordo bene la sua ironia, la sua capacità di sdrammatizzare. Sono orgoglioso, lui era una persona intelligente, a cui portare rispetto. Ho scoperto di avere tante affinità professionali con Liedholm, lui ha anche vinto due scudetti da allenatore, chissà se posso seguirlo anche su quella via. A lui dicevano di essere napoletano, a me dicono nordico, chissà, siamo due cittadini del mondo". A margine della premiazione, ha voluto essere positivo, nonostante i tanti problemi dei rossoneri: "La sconfitta con la Roma brucia, probabilmente era immeritata ma c'è un percorso che abbiamo voglia di proseguire. Ci stiamo avvicinando, stiamo insistendo sul lavoro e questo è positivo. Vedo il cammino un po' in salita ma è abbastanza normale, ci vuole del tempo ma noi siamo i primi a pretendere che questo tempo non ci sia". Critiche esagerate, quindi? "Secondo me ci sta, le aspettative erano e sono altissime. Noi conosciamo la realtà interamente, sappiamo che mediaticamente ci sta. Il nostro percorso ci deve portare a crescere e raggiungere l'obiettivo dei primi quattro posti. Non siamo distantissimi, l'importante è non farsi condizionare". Poi, un commento sulle voci che vorrebbero la società rossonera in trattativa con Antonio Conte: "Non mi turbano le illazioni, faccio questo lavoro da qualche anno, conosco i rischi del mestiere. Allenando una squadra come il Milan i rischi sono maggiori così come le chiacchiere. Se dovesse andare male penserò a cosa fare in vacanza! Io sono ottimista, positivo, c’è lavoro da fare ma vedo disponibilità e potenzialità. La cosa bella di questo mestiere dover preparare già un'altra partita, la testa e le idee sono già proiettate verso il derby". In conclusione, Vincenzo Montella dedica un pensiero al suo passato e, si augura, anche al suo futuro. Entrambi rossoneri: "Sono nato milanista, caso più unico che raro a Napoli, a 13 anni, nell’epoca di Maradona. Vincere la seconda stella? Prima servono altri due scudetti, speriamo di farcela, ma qualcosina abbiamo già vinto".

(Fonte foto: sito ufficiale A.C. Milan)

Stefano Piazza